Rassegna Stampa

Rai 3 - Parla con me

Nuove Tribù Zulu. Ce n’è bisogno

Un concerto, uno spettacolo, una live performance in esponenziale crescendo che ha coinvolto, trascinato il pubblico in un’esperienza musicale fatta di ritmo, groove e melodie tra Mediterraneo, Medio Oriente e India, con incursioni tra Klezmer e Gypsy, che non ti faceva smettere di chiedere bis.(…)
L’Ep Namasté Om Shanti, del resto, propone due brani originali, teaser del lavoro in corso di questo storico gruppo che anima, ormai da un coerentissimo, eppure sempre creativo e sempre sorprendente, quarto di secolo, il panorama romano/italiano della folk/world music.
Sergio Braga,”Popoff Quotidiano”, marzo 2016

Nuove Tribù Zulu in India e Medio Oriente

Un omaggio alle culture del Mediterraneo e del Medio Oriente nel progetto che le Nuove Tribù Zulu presentano in concerto stasera all’interno del “Festival Mediterraneo dell’Incontro” in programma all’Auditorium Santa Chiara. Il gruppo romano, vero pioniere dell’incontro fra culture diverse in ambito musicale, presenta il nuovo lavoro “Namastè Om Shanti”, che rilancia il mix di ritmo, groove e suoni, tra Mediterraneo, Medio Oriente e India.
Felice Liperi, “La Repubblica”, gennaio 2016

“Namastè Om Shanti”, tornano a Roma Le Nuove Tribù Zulu

“Saluto il Dio che è in te” questo il significato dell’album, il nuovo passo nel viaggio della musica, capace di costruire un ponte di incontro tra luoghi e culture, come a dire “noi siamo uno, al dilà di ogni muro religioso, etnico e razziale”.
Le Nuove Tribù Zulu hanno ormai nel corso degli anni suonato ovunque: strade, metropolitane, locali. Una band guerriera, energica di comunicare lo scambio e l’evoluzione: per loro la musica abbatte i muri creati dalle religioni, dalle ideologie, dalle differenze etniche.
“Corriere dello Sport”, gennaio 2016

Andrea Camerini in Sudafrica

Venticinque candeline per le Nuove Tribù Zulu

Questo sabato, proprio a Roma, le Nuove Tribù Zulu festeggiano venticinque anni di attività. Un traguardo incredibile, negli ombrosi 2000, considerando la natura “alternativa” del progetto.
Correvano i primi ’90, e sulla lunga scia elettronica inglese nacquero in Capitale i Cyclone. Capelli ingelatinati, bomberini d’ordinanza, schitarrate di rottura. Anacronistici.
La faccenda durò poco (anche se qualcuno giura che in Germania e in Giappone i loro album girano ancora). Si passò ben presto alle Tribù. Ad un sound etno-folk. Agli archi sporchi, ai violini gitani. Alle sonorità della gente e della strada. Alla fusione globale.
Stefano Mecorio, “Viterbo Post”, gennaio 2016

Intervista ad Andrea Camerini

“Mente e cuore sono due aspetti fondamentali dell’essere umano; parole e musica possono comunicare con entrambi. Nei testi delle Nuove Tribù Zulu il filo conduttore narrativo è l’invito al viaggio, al cambiamento, alla trasformazione, alla conoscenza di se stessi, al movimento come atto di vita creativo. La nostra musica riflette questa attitudine, questo concetto di nomadismo culturale.”
Emanuele Gambino, “Unfolding Roma”, gennaio 2016

Foto: Giulia Razzauti

Now & Chejà Celen – Foto: Giulia Razzauti

La lunga strada delle Nuove Tribù Zulu – Incontro con Andrea Camerini

“Le Nuove Tribù Zulu nacquero nel 1991, dalla profonda esigenza di andare oltre lo spazio dei locali, ma anche per protestare contro la carenza strutturale di questi ultimi. Il lavoro era davvero da inventare su molti fronti, e la musica alternativa italiana è sempre sopravvissuta grazie all’impegno di tante persone che da nord a sud in Italia si facevano in quattro per offrire ed organizzare qualcosa di diverso rispetto all’egemonia di programmi ed eventi come il Festival di Sanremo.
Decidemmo di scendere in piazza con i nostri strumenti a Campo De’ Fiori, sotto la statua di Giordano Bruno, con l’intento di comunicare con quante più persone possibile, e fu davvero così.”
Lucilla Gentile, “Rome Central”, dicembre 2015

Con Nuove Tribù Zulu, ricco il programma del penultimo giorno di JazzUp a Viterbo

L’unità di diverse culture nell’etno-world di Nuove Tribù Zulu,un ponte di note che unisce i continenti. L’incontro di Nuove Tribù Zulu con il pubblico del festival è stato magnifico, non solo in chiave musicale, la formazione ha offerto innumerevoli spunti d’interesse artistici e non, ma anche dal punto di vista dell’interazione con i messaggi e i contenuti presenti in questa nuova edizione della manifestazione.“Suonare insieme musica, sempre in viaggio lasciandosi contaminare dai suoni che si librano nell’aria. Movimento è vita, ricchezza, conoscenza” questo il mood della band, che si amalgama con il valore insito in molti degli appuntamenti presenti quest’anno al JazzUp.
“Jazzup”, luglio 2014

L’incredibile viaggio indiano di Nuove Tribù Zulu

Un disco come un viaggio. Fuori e dentro di sé. Per creare, trasformare, conservare. Un disco che è il diario nomade di un gruppo di musicisti partiti da Roma e arrivati in India. Le Nuove Tribu Zulu, capitanati da Andrea Camerini che è cantante ma anche fuoco propulsivo del progetto, hanno da tempo scelto la via delle contaminazione. Che è sorpresa, miracolo, gioia.
“L’Unità”, giugno 2014

NTZ in India

Recensione di “Diario Nomade”

Banjara!, con un paio di stagioni alle spalle, conserva inalterata la sua grande energia. E si rinnova in una Italian version molto particolare. Suggestioni intatte, il racconto del viaggio indiano diventa una grande festa popolare. Incrocio di culture, folk coloratissimo, tarante ossessive, ambientazioni sonore lontane nello spazio e nel tempo, questa personalissima intenzione da world music ha la forza di un virus molto contagioso. Difficile descrivere certe emozioni: il gioco si chiama Damu Damu Dindindara, il sogno si chiama Errante Nel Sole, l’esperimento Dididididada, la magia Jaipur Pushkar. L’idea, l’ispirazione è singolare, la sua realizzazione è elegante ed efficace. Senza confini.
Giancarlo Currò,”Rockerilla”, settembre 2014

Nuove Tribù Zulu: continua il viaggio tra i “figli” di Gianni Rodari

Lo spettacolo “Fantastica” inizia dai testi e dalle filastrocche sull’universo e le stelle, passando tra numeri, città, strani animali, invenzioni e personaggi fantasmagorici, fino ad approdare al gran finale con Il Cielo è di Tutti e Girotondo di tutto il Mondo, per riflettere sui diritti umani e la diversità come ricchezza e possibilità di conoscenza… a tempo di rock!
Rodari è una miniera inesauribile e con grande facilità riesce a stimolare pensieri e concetti di valore universale attraverso i giochi di parole, le invenzioni surreali e le visioni di un mondo fantastico che prende corpo attraverso rime e filastrocche.
Abbiamo imparato tantissimo da questo spettacolo e la risposta dei ragazzi è stata eccezionale. Gianni Rodari era un sognatore come noi e siamo convinti che credesse nel valore del lavoro con i bambini in quanto Figli del nostro Domani, tanto per citare il titolo di una nostra canzone
Elena Bottari,”psicomamme.it”, 2012

Paolo Camerini – Foto Collettivo Fotografico di Guidonia

LIVE REPORT: Nuove Tribù Zulu – 11 Agosto 2011, Radio Rock Village, Ostia Lido

‘Noi sempre al confine, in bilico su un filo, noi sempre pronti per un nuovo viaggio’, canta Andrea Camerini, la voce e l’autore dei testi del gruppo, ed è quasi una dichiarazione d’intenti per loro che sono reduci da due viaggi in India, e che hanno fatto del viaggio e della ricerca continua di nuovi spazi in cui esprimersi la loro filosofia musicale. L’esperienza di ‘camminanti’, così amano definirsi, ha dato vita a nuovi testi come Verso l’India e tracce in cui i ritmi spaziano dall’hindi a ritmi balcanici e gitani dove è il trombone a trascinare e impossessarsi della scena.
Marina Pinna,”Distorsioni”, 2011

Fra etnie e culture

“Una volta capito il senso del nostro fare musica, abbiamo sentito che un tassello importante di questa ricerca era capire chi fosse l’altro, il diverso da me, chi rappresenta per me ciò che ancora non conosco, e allo stesso tempo sapere che potevamo a nostra volta dare qualcosa, e proprio attraverso la musica trovare il punto di contatto, di reciprocità con l’altra persona. (…) Inevitabilmente questo sentire ci ha portato nel terreno dell’educazione, dei bambini, soprattutto ci ha indicato una strada: quella di guardare le situazioni più difficili, dove la musica, con il suo potere, dava beneficio.”
Paolo Balduzzi,”Umanità Nuova”, 2009

Recensione di “Sulla Strada”

Non c’è solo musica in questo cd; ci sono anche storie e posti raccontati dal vocalist Andrea Camerini, bravissimo interprete che sa come usare il proprio strumento, troppo spesso considerato un semplice ‘accessorio’ nella maggior parte della band della Penisola. Diventa perciò quasi scontato scrivere che le/i Nuove Tribù Zulu possano essere considerati dei cantastorie capaci di fare breccia nel nostro cuore e nella nostra anima con la sola arma della semplicità.
Faustiko Curizzi,”Rockit.it”, 2001

 

NTZ – Foto Collettivo Fotografico di Guidonia

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